Trattamento Cheloidi - Sabrina Francione - Specialista in Medicina e Chirurgia Estetica

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Trattamento Cheloidi

DERMOCHIRURGIA
Il cheloide è una crescita anormale di tessuto fibrotico, un tumore cutaneo benigno puramente fibrocitario, di aspetto cicatriziale, che fa generalmente seguito ad un trauma o una irritazione che non si attenua con il trascorrere del tempo. La formazione di una cheloide è più comune nel corso della adolescenza e nella gravidanza. In alcune culture questa forma di guarigione delle ferite viene sfruttata per creare dei disegni decorativi, in modo paragonabile ai tatuaggi.

Prevenzione

Misure primarie di prevenzione che consentono di ridurre la  probabilità di sviluppare cheloidi, consistono nell'evitare ogni tipo di chirurgia elettiva o la pratica del body piercing, in particolare nei pazienti ad elevato rischio. Inoltre, ogni qual volta sia possibile, è bene che ogni atto chirurgico ritenuto non rinviabile avvenga per via laparoscopica. Nel caso di ustioni di pazienti ad alto rischio  medicazioni di tipo compressivo possono risultare utili. Infine l'iniezione locale postoperatoria di steroidi in pazienti ad alto rischio ha dimostrato di essere efficace.

Genetica

Il disturbo è decisamente più comune nei soggetti dalla pelle molto scura e nei soggetti asiatici (con una frequenza da 5 a 15 volte più elevata rispetto ai soggetti occidentali con pelle chiara). È nota una ereditarietà familiare ed un modello di ereditarietà prevalentemente autosomico dominante. Diversi geni sono stati implicati nell'eziologia della malattia cheloide, ma fino ad oggi nessuna singola mutazione di un gene è stata riconosciuta come responsabile.

Sintomatologia

Il cheloide si presenta solitamente come una abnorme cicatrice, molto  antiestetica, rilevata, a superficie liscia e lucida spesso solcata da teleangectasie di colore rosso-violaceo. In genere è completamente asintomatico. Talvolta il cheloide può provocare lieve prurito locale. Pur non essendo una patologia grave ma prevalentemente un inestetismo (ad eccezione dei casi in cui determina limitazione funzionale locale per indurimento ed anelasticità del tessuto), il cheloide è estremamente difficile da trattare.
Dal punto di vista psicologico il cheloide può determinare spiacevoli ripercussioni: il continuo bisogno di giustificazioni, il senso di  inadeguatezza, il disagio e a volte la vergogna del portatore.

Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa su una storia (quando presente) di dolore, iperestesia e occasionale prurito delle lesioni cutanee. L'esame obiettivo mette in evidenza una cicatrice elevata, liscia, con margini ben demarcati, che si estende ben oltre i margini della ferita iniziale. Inizialmente la cicatrice può apparire pallida o leggermente  eritematosa. Sono talvolta identificabili vecchie lesioni ipo od  iperpigmentate. Nel corso degli anni il cheloide può continuare a crescere e si possono  sviluppare proiezioni ed estroflessioni simili ad artigli.

Procedure diagnostiche

Una biopsia è utile solo se il medico vuole essere in grado di effettuare una  diagnosi differenziale con un carcinoma cutaneo o una malattia infettiva. La biopsia infatti espone al rischio di aumentare le dimensioni del cheloide. Se possibile è meglio ricorrere a delle pinze per biopsia da 2 mm, al fine di ridurre al minimo il trauma.

Diagnosi differenziale

  • Cicatrice ipertrofica (di solito regredisce spontaneamente e non oltrepassa i margini della ferita)
  • Dermatofibroma
  • Carcinoma basocellulare infiltrante
  • Neoplasie metastatiche sclerosanti
  • Sarcoidosi
  • Lebbra (nodulare tipo LL)
  • Altre malattie della pelle (neurofibromatosi, leishmaniosi cutanea post-kala-azar)

Terapia

Con l'asportazione il cheloide tende quasi sempre a recidivare in forma più grave dopo ogni tentativo di trattamento. Prima di prendere in considerazione l'asportazione chirurgica dunque, è possibile valutare altre opzioni terapeutiche. Le infiltrazioni cortisoniche intralesionali possono provocare atrofia del cheloide e spesso si dimostrano la terapia più efficace. La crioterapia seguita dalla compressione locale sembra essere utile in particolare per cheloidi di dimensioni ridotte. Recentemente sono stati osservati promettenti risultati con l'utilizzo post-operatorio di radioterapia e mediante laserterapia.
 
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